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Montessori alla Primaria

Scegliere l’educazione Montessori alla scuola primaria

significa pensare la scuola:
  • non come il luogo in cui si impartisce l’istruzione ma come una fase di preparazione alla vita. Significa accompagnare il bambino nel suo percorso formativo attraverso un graduale e sereno processo di scoperta ed affermazione di sé nella propria totalità e individualità

  • come un “aiuto alla vita” fondato sull’osservazione dell’essere umano. Significa offrire al bambino un aiuto a costruirsi uomo di pace in un mondo di pace, un individuo consapevole, con un pensiero critico, aperto alle diversità, che riconosce l’altro come risorsa

 

In questa prospettiva, il rispetto della “libertà dell’allievo“, intesa come condizione necessaria per far emergere la creatività spontanea che per natura ogni bambino, quale "essere completo, capace di sviluppare energie creative e possessore di disposizioni morali” detiene sin dalla nascita, diventa fondamentale e a questo pensiero ancora oggi si ispirano tutti gli educatori che scelgono di insegnare col metodo Montessori.

Ecco che, il rispetto della libertà del bambino si traduce:

  • nel rispetto della sua natura

  • nel rispetto delle sue scelte

  • nel rispetto dei suoi tempi

  • nell’accettazione incondizionata dei suoi errori, errori non da censurare, ma che diventano occasione di crescita

  • nel non sostituirsi e non anticipare, ma nell’essere, l’adulto, un punto di riferimento e un facilitatore nella relazione con l’ambiente e i materiali didattici

 

Proprio in questo rispetto si declina l’assunto montessoriano “Aiutami a fare da solo” e a questo scopo, viene stimolata l’educazione:

  • all’autonomia fisica ed intellettuale

  • alla capacità di concentrazione

  • alla perseveranza nel lavoro

  • alla cura ed al rispetto della persona e dell'ambiente

  • costruzione di materiali didattici

 

Il bambino, perno di tutta la metodologia montessoriana, è visto come un costruttore di consapevolezze proprie, suscitate dal mondo esterno, confermate e interiorizzate attraverso la sua capacità di rielaborarle, farle proprie ed astrarne autonomamente i concetti.

 

Ecco, allora che il bambino:

  • viene sollecitato ad utilizzare nel miglior modo l'ambiente educativo, per edificare la propria personalità in piena autonomia

  • è spronato a rendersi autosufficiente fin dall'inizio della sua vita scolastica, attraverso l'esperienza personale

  • è stimolato a osservare, sperimentare, manipolare, a fare da solo, senza che l'adulto si sostituisca a lui, perché il bambino è padre dell’uomo

 

A supportare il lavoro indipendente dal bambino accorrono:

  • l’ambiente

  • l’insegnante

  • il materiale di sviluppo

 

Materiali

 

 

L'ambiente

è “maestro di vita e di cultura”, è un ambiente educativo e di apprendimento appositamente preparato dall’insegnante, razionalmente organizzato ed intenzionalmente strutturato in vista dell'attività di ricerca, di relazione e di socializzazione.

L’ambiente educativo Montessori, si pone come:

  • un ambiente sociale dove il bisogno del bambino di comprendere, collaborare e interagire con gli altri si realizza costantemente nella gestione corresponsabile degli spazi, nel provvedere collettivamente al loro buon funzionamento ed al loro allestimento per qualsiasi attività

  • un ambiente preparato nel senso della misura, con oggetti e arredi proporzionati all’età e al corpo dei bambini stessi, rivelatori dell’esattezza e dell’ordine, e di una disciplinata attività autonoma

  • un ambiente accogliente e caldo, rassicurante e vissuto con un positivo senso di appartenenza. A scuola ogni bambino si rivela diverso dall'altro; questa sua diversità, se valorizzata, lo rende ricco di interesse per gli altri

  • un ambiente di vita nel quali i bambini sono impegnati al mantenimento dell’ordine, della pulizia, della bellezza (i cd. esercizi di vita pratica ). Ad esempio, il pranzo, riveste un momento particolarmente significativo: sono i bambini stessi, camerieri a rotazione, che provvedono ad apparecchiare per sé e per i compagni; a servire le pietanze e a riordinare la classe al termine del pranzo

  • un ambiente in cui vengono garantite democrazia e libertà: saper attendere se un materiale viene utilizzato da un altro bambino; saper aspettare che venga rimesso al suo posto; utilizzare il materiale scelto, per quanto tempo lo si desideri

Un ambiente , dunque, quello montessoriano, organizzato e pensato per favorire:

  • la sperimentazione, l'opportunità di saggiare personalmente ogni attività. E’ un ambiente che non blocca la spontaneità, che non spegne l'interesse, che non frustra, ma che sostiene l’intelligenza e la curiosità

  • il lavoro individuale e di gruppo. In questo ambiente il bambino è aiutato ad agire da sé a volere da sé a pensare da sé, rafforzando la sua personalità, imparando a valorizzare se stesso e gli altri

  • la lettura e la consultazione di testi con una essenziale biblioteca di classe

  • la raccolta, lo studio e la valorizzazione di elementi forniti dalla natura come occasione per la ricerca e le uscite di osservazione;

  • l’apertura alla realtà extrascolastica e al territorio (la scuola entra nel mondo e il mondo entra nella scuola)

  • le attività manuali legate al “lavoro dell’umanità”, sempre collegate allo sviluppo della mente

In questo un ambiente promotore di crescita una cura particolare è posta nella scelta delle attività da proporre ai bambini.

Proprio perché

ogni bambino è una mente a sé, che ha il diritto di svilupparsi in armonia con se stesso

tutta l'attività scolastica mira a rispettare i ritmi di sviluppo e la capacità di apprendimento di ciascun alunno, attraverso strategie individualizzate atte a stimolare al meglio le potenzialità di ognuno. Ecco, dunque, che il bambino, fin dai primi giorni del suo ingresso nella scuola Primaria, è sollecitato ad esprime le sue preferenze attraverso il "lavoro libero".

 

Lavoro libero

 

 

Il lavoro libero, attività dominante nella didattica Montessori, è la dimensione pratica nella quale vivono e si realizzano i due presupposti scientifici che sostengono il metodo Montessori, ovvero:

  • la natura del bambino. E’ la natura che gli ‘comanda’, attraverso spinte interiori, impulsi delicati e profondi, di realizzare il proprio sviluppo psichico

  • l’ambiente che lo circonda. Il bambino non crea e assorbe a caso, ma attraverso una guida severa e ordinata. Il bambino impara o meglio assorbe e fa suo tutto ciò che l’ambiente offre alla sua attenzione trasformandolo in cultura e civiltà

In questa prospettiva il “lavoro libero”, si pone come:  

  • un’attività organizzata, intenzionalmente preparata che comprende le attività con il materiale strutturato, le ricerche, gli esercizi suggeriti dai "comandi”, la lettura

  • è un’attività individuale, paziente, ripetuta, finché il bambino stesso non si sente competente: è infatti nella ripetizione ragionata di un esercizio che si prova il piacere della comprensione. Gradatamente, passando dal concreto all'astratto e avendo costruito all'interno di sé il concetto, il bambino abbandonerà il materiale, preferendone un altro che stimoli l'interesse per un nuovo passaggio verso l'astrazione.

  • è un’attività libera. Il bambino, lavorando da sé, in un ambiente preparato scientificamente a tale fine, in un'attività individualizzata, sapientemente promossa e organizzata, e in libertà di tempo, conquista e fa propria la disciplina, lo sviluppo intellettuale, l'indipendenza. E’ una libertà, dunque, dai confini precisi, chiari e uguali per tutti: i bambini sono liberi di scegliere le attività seguendo le loro direttive interiori, ma contemporaneamente si rendono responsabili del corretto utilizzo e del riordino degli oggetti impiegati

Peculiare dell’ambiente scolastico montessoriano è la presenza dei necessari ‘strumenti’ di lavoro psico-motorio e intellettivo dei bambini, ovvero dei “materiali di sviluppo e di formazione interiore”.

Il materiale Montessori è, per così dire, un eserciziario dello spirito, in quanto il bambino vi esercita la propria sensorialità ed intelligenza, liberamente attirato dalle segrete informazioni e dalle inesplorate soluzioni che esso racchiude. In esso e con esso si perfeziona e progredisce, sviluppando autonomamente la conoscenza, conquistando il sentimento della propria autonomia ed identità.

Il materiale Montessori:

  • si articola in una vasta gamma di materiali di sviluppo. In ogni classe, sono presenti e a portata dei bambini, accanto ai materiali per la scrittura e la lettura, per la formazione della mente logico matematica, quelli per la costruzione di altri sistemi simbolico-culturali come lo scientifico, lo storico, il geografico, tutti coerentemente collegati tra loro per offrire ad ogni bambino la possibilità di strutturarsi la propria “visione cosmica”

  • permette l'autoeducazione cioè il lavoro individuale, la concentrazione, i processi di astrazione, di generalizzazione, di simbolizzazione con i quali ogni bambino elabora e costruisce la sua visione del mondo, la sua cultura

  • contiene in sé il controllo dell'errore che consente l'autocorrezione. L'errore diviene una presenza importantissima nella scuola Montessori: assume la dignità di "Signor Errore", perché quando viene scoperto dal bambino, favorisce i suoi processi logici. Egli deve infatti ripercorrere, in una rappresentazione mentale, le tappe del suo operare, ricostruirle, per poi procedere a nuove strategie di soluzione, che lo aiutano a concentrarsi con maggior attenzione, a sviluppare meglio le sue capacità mentali, in una ripetizione dell'esperienza che lo aiuta ad autocontrollarsi e ad autodisciplinarsi

Oltre al materiale strutturato il bambino ha a disposizione, e sempre alla sua portata, una serie di proposte di lavoro e di testi cui attingere liberamente, secondo un ordine che i suoi interessi e le sue motivazioni gli propongono.

Nello spontaneo processo di autoapprendimento del bambino, con i suoi tempi ed i suoi ritmi, l’azione dell’insegnante perde, dunque, il carattere di centralità, sia come soggetto di ‘docenza’ che come soggetto di controllo.

L’insegnante non impone, né dispone, né impedisce, ma propone, predispone, stimola ed orienta.

L'insegnante riveste il ruolo propositivo, stimolante tanto da incuriosire ogni singolo alunno alla conoscenza, per poi fornirgli i mezzi per gli approfondimenti che egli via via richiede.

L'insegnante, privata del ruolo dogmatico-autoritario, affianca il bambino nella sua crescita culturale, senza mai sostituirsi a lui, né giudicarlo, ma sempre sostenendolo ed incitandolo nel suo sforzo di lavorare e imparare, secondo le specifiche possibilità.

L’insegnante, fra ambiente materiale e bambino, assume un ruolo di mediatore, prudente e discreto, osserva e guida il bambino nel corretto uso del materiale, nell'affinamento dell'espressione, orale e scritta, nel suo equilibrio interiore, aiutandolo ad avanzare verso l'indipendenza.

L’insegnante limita il suo intervento al minimo indispensabile, senza interrompere il bambino nel suo sforzo autonomo di apprendere.

“invece della parola ella deve imparare il silenzio"

perché il massimo successo della sua classe è collegato al suo minimo intervento, perché educare il bambino significa anzitutto insegnargli a non avere bisogno di noi.

L'insegnante, dunque, nella scuola Montessori è chiamata:

  • ad osservare e comprendere i diversi processi di maturazione

  • a sostenere individualmente la crescita intellettuale di ciascuno, facilitando e chiarendo ai bambini le strategie adatte al lavoro che intendono intraprendere

  • al rispetto dei tempi e dei ritmi di apprendimento individuali

  • al rispetto delle libere scelte del bambino quale presupposto di un ambiente psico-sociale calmo, tranquillo, pacifico;

  • a dirigere e coordinare le differenti attività

  • ad impedire le perdite di energia ed a raddrizzare lo squilibrio eventuale

  • all’intervento diretto limitato all’essenziale e al necessario affinché non sia disturbato il lavoro individuale

  • alla preparazione attenta delle attività in vista del lavoro autoeducativo del bambino

  • alla presentazione del materiale, spiegando al bambino il corretto uso, senza tuttavia anticipargli i concetti astratti che lui, lavorando, interiorizzerà

  • al ricorso alla didattica della lezione collettiva solo nelle occasioni necessarie e con quel carattere di ‘grandiosità’ e ‘solennità’ raccomandato da Maria Montessori

Sul presupposto che il principio dell’integrità del bambino, che va rispettato nel suo sviluppo senza pressioni esterne per non intaccare nessun aspetto della sua esistenza, è l’elemento fondante del ruolo di insegnante; e tenuto conto che nella Scuola Montessori ogni alunno lavora per gran parte del tempo individualmente, secondo i propri tempi e i propri ritmi di apprendimento, ai fini della valutazione, intrinseca al lavoro stesso del bambino (controllo dell'errore), un ruolo importante assume l’osservazione. Attraverso l'osservazione dei propri alunni infatti, l’insegnante è in grado di rilevare la loro capacità di organizzazione nel lavoro, il livello di autonomia, di interesse, di concentrazione e di attenzione e, di conseguenza, di intervenire nel modo adatto.