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Montessori alle Medie

Il Metodo Montessori alle Medie Significa

  • tempo prolungato

  • progetti interdisciplinari

  • lezione partecipata e attiva

  • momenti di lavoro libero con approfondimenti personali

  • promozione del lavoro di gruppo

  • didattica tra pari

  • audizioni

  • osservazione diretta e sperimentazione sul campo

  • utilizzo di laboratori scientifici

  • costruzione di materiali didattici

Il Percorso Scolare nella Pre-Adolescenza

Il metodo Montessori accompagna il bambino nel suo cammino formativo, dalla prima infanzia fino ai 14 anni, realizzando un ambiente di apprendimento ricco di stimoli e promotore di potenzialità individuali.

La preadolescenza, età evolutiva complessa, necessita di bisogni formativi ed educativi mirati alla positiva costruzione della persona; porre al centro dell’azione educativa la persona che apprende, considerata nella sua totalità e al contempo nella sua singolarità, diventa il fulcro del metodo.

La scuola secondaria di primo grado è la continuità naturale di quanto appreso nel percorso in primaria attraverso l’utilizzo di metodi didattici attivi.

Continuità dell’ambiente di apprendimento, dell’utilizzo del materiale, continuità del ruolo dell’insegnante e continuità della valutazione/autovalutazione.

L’attualità della ”via“ montessoriana all’educazione si realizza con pochi punti cardine:

AUTOEDUCAZIONE: l’alunno costruisce il suo sapere e non assume acriticamente il sapere trasmesso dall’insegnante.

Si evita il nozionismo in quanto la mente non ha bisogno di essere riempita bensì di una scintilla che la accenda.

Esiste una connessione tra apprendimento e percezione tattile dove prima arriva la sperimentazione pratica, poi la deduzione teorica.

INTERESSE-ATTENZIONE- NORMALIZZAZIONE: approccio metodologico che dà senso all’apprendimento con il piacere di frequentare la scuola vivendola come un ambiente sereno in cui il bambino si trova a proprio agio, sia nel lavoro quotidiano che nei momenti di svago.

Una frase frequente nei bambini che frequentano scuole a metodo Montessori è ”non vedo l’ora di andare a scuola perché…”. Imparare può anche significare divertirsi.

Si assiste ad una partecipazione attiva del bambino pre-adolescente negli incarichi richiesti e/o una propositività nel candidarsi spontaneamente verso nuove situazioni.

LIBERA SCELTA: percorso di autonomia come progressivo autocontrollo di sé e delle proprie emozioni che consente di imparare a decidere.

Per implementare la metodologia montessoriana del lavoro libero vengono organizzati piani di lavoro da svolgersi nell’arco della settimana in base alle necessità e agli argomenti; il lavoro viene poi svolto individualmente, in coppia o in piccoli gruppi.

DIDATTICA INDIVIDUALIZZATA: rispetto dei tempi e dei bisogni di ciascuno.

UNITARIETA’ DELLE DISCIPLINE E IMPORTANZA DELLE LORO INTERCONNESSIONI.

IMPARARE AD IMPARARE: autovalutazione e autoriflessione.

L’autovalutazione fatta propria fin dai primi anni di scuola porta il bambino e/o il ragazzo ad avere una visione molto chiara tra le aree di forza e le aree di miglioramento. Il genitore diventa parte passiva trattenendosi dalla correzione quando riscontra un errore nei compiti a casa per lasciare che l’insegnante sia cosciente delle debolezze. Fondamentale il rapporto di fiducia per un buon percorso educativo del bambino.

Il bambino montessoriano non si vergogna del proprio errore e ci tiene che, nel caso, venga evidenziato dall’insegnante in una sorta di rapporto tacito di reciproca fiducia tra i due.

I bambini e poi i ragazzi sono chiamati a riflettere sulle proprie potenzialità, sulla qualità del lavoro svolto e sul percorso di apprendimento.

Il Rapporto Scuola-Famiglia

Condividere il percorso scolastico con gli insegnanti aiuta il bambino a sentirsi accompagnato verso la propria autonomia e genera autostima. Si è raggiunto il successo del metodo quando il ragazzo “lavora” con stimolo e passione sia a scuola sia a casa, in una sorta di continuità di clima.

Il docente deve essere vissuto dai ragazzi e dai genitori come l’insegnante che racchiude in sé una serie di caratteristiche:

  • RUOLO DI REGIA stimola le attività, propone e non dispone;

  • LAVORA in mezzo ai ragazzi, la cattedra viene utilizzata per aspetti amministrativi;

  • PROPONE lezioni individuali o in piccoli gruppi;

  • ORGANIZZA materiale per il lavoro libero;

  • STIMOLA l’autonomia e l’autovalutazione;

  • PROGETTA, OSSERVA, VERIFICA e riprogetta le attività;

L’approccio metodologico montessoriano è un progetto di ricerca che presuppone da parte dell’insegnante un grande lavoro preparatorio, che consenta “un passo indietro” in classe per lasciare spazio agli alunni.

Il team pedagogico è coinvolto nel progetto formativo e didattico in cui il metodo montessoriano è il mezzo; un laboratorio di buone pratiche esportabili in altri contesti educativi, sulla spinta della “crescita armoniosa degli studenti” evidenziata da Maria Montessori.